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Rassegna Stampa: Raccolta differenziata Talebana, Follo ci prova. Porta a porta scientifico e tariffa puntuale

di Niccolò Re – “Abbiamo deciso di dare il via a una raccolta differenziata porta a porta integrale, un po’ talebana, e che ci consentirà di fare un vero salto di qualità”.

Così il sindaco di Follo, Giorgio Cozzani, nella mattinata di oggi, sabato 25 luglio, in occasione della presentazione dell’avanguardistico servizio. Già, perché, se Follo non è il primo Comune spezzino ad adottare il porta a porta, è il primo però a farlo secondo modalità altamente innovative, sperimentate soprattutto nel lombardo-veneto, area dalla quale – giovane guru della buona politica e della RD virtuosa – è sceso fino alla Val di Vara Stefano Ambrosini, 33 anni, bresciano, consigliere comunale a Gardone Riviera, per dare il suo fondamentale contributo alla partenza dell’esperienza follese. Alla presentazione della differenziata talebana sono intervenuti anche Giacomo Raul Giampedrone, neo assessore regionale all’ambiente, Andrea Costa, fresco presidente della commissione regionale ambiente e territorio, Kristopher Casati, assessore all’ambiente del Comune di Follo, e Marco Fanton di Acam Ambiente, multiutility che gestirà il servizio.

La raccolta, che parte il 27 luglio in maniera “soft”, per prenderci la mano – a settembre ci sarà una prima verifica, e a seguire una messa a regime completa -, è stata preceduta nei mesi scorsi da una fitta serie di incontri con la popolazione, molto partecipati, che hanno centrato lo scopo di sensibilizzare le persone alla causa ambientale e, soprattutto, invogliarle ad avere un servizio migliore, una tariffa più equa e un vertiginoso amento del pubblico decoro.

La RD sarà innanzitutto integrale: carta, vetro, rifiuto organico, plastica/lattine. In modo da lasciare ben poco materiale alla bocca scomoda dell’indifferenziato. In allegato, il calendario (i passaggi saranno notturni) e le dritte per la raccolta sono disponibili a questo LINK.

E ancora – logica conseguenza – la raccolta porterà all’eliminazione totale dei cassonetti. Questo soprattutto perché – lo ha ben spiegato Ambrosini – laddove la RD è stata portata avanti in maniera parziale, i cassonetti rimasti (plastica, vetro ecc.) sono stati considerati purtroppo, da parte di tanti incivili, come ricovero per qualunque tipo di rifiuto.

Il cambio di metodo – quindi la fase di start up – non porterà costi aggiuntivi per i cittadini, in quanto il Comune è riuscito a intercettare un finanziamento regionale da 100mila euro, metà dei quali appunto destinati alla nuova raccolta. Gli altri soldi contribuiranno a realizzare l’isola ecologica, che dovrebbe diventare realtà entro 12-18 mesi, e che – ritenendola fondamentale e avendola realizzata nel Comune di Ameglia – l’assessore Giampedrone sosterrà, individuando opportune risorse.

Sarà poi una raccolta iper tecnologica, che traccerà il percorso e le soste dei mezzi e, attraverso il sistema RFid, permetterà di conoscere nel dettaglio la quantità, per tipologia, di rifiuto conferito.

Ulteriore novità sarà quella giocata dal punto di vista dei costi per il cittadino. Infatti sarà applicata la tariffa puntuale, il metodo ideale, che affianca a un 60% di costi classicamente legati a nucleo famigliare e mq, un 40% determinato soltanto dalla quantità di rifiuto indifferenziato – cioè quello che è costoso smaltire, mentre il differenziato può essere rivenduto – che l’utenza, indipendentemente da metratura e nucleo famigliare, produce. Un metodo complesso e costoso (ma, ricordiamo, c’è la copertura dei 50mila), senz’altro ambizioso e fuor di dubbio il migliore. E senz’altro meritocratico: chi conferisce meno di 900 litri di indifferenziato all’anno, spende meno, perché contribuisce all’alleggerimento dei costi del Comune, che ha meno rifiuto da smaltire, mentre può lavorare e vendere il differenziato.

“Questa strada – ha detto Kasati – è una scelta politica, ma anche una scelta dettata dalla legge. I Comuni dovrebbero essere al 65% di rifiuto raccolto in maniera differenziata, noi ora siamo sul 20%. Quindi siamo chiamati a partire. Con questo tipo di differenziata vogliamo combattere fenomeni di degrado e alleggerire le tariffe per i cittadini”.

“Ringrazio molto Giampedrone e Costa per la loro presenza e per il futuro sostegno – ha detto il sindaco Cozzani – loro sanno bene cosa voglia dire amministrare un Comune. E grazie a Stefano Ambrosini per il suo impegno. Avremo quei benefici che hanno avuto diverse località del nord che ne hanno recepito il lavoro”.

“In Liguria siamo in emergenza rifiuti, è inutile girarci intorno. – ha detto Giampedrone – integrale o no, il porta a porta è l’unica soluzione. Dobbiamo metterci in marcia, dopo anni di governo regionale che non ha saputo far altro che guardare alle discariche, e non lo ha fatto correttamente. Di fatto la Liguria non è in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti e l’accordo con il Piemonte è basato su equilibri precari, tutto si può bloccare per un piccolo incidente burocratico. Ora stiamo chiudendo un importante accordo con l’Emilia. Ma poi sarà necessario fare scelte coraggiose, per esempio dotare ogni provincia di un impianto per il trattamento dell’organico”. (25 luglio)

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