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Lo startupper del porta a porta che fa squadra con cittadini e operatori

Stefano Ambrosini, il 33enne bresciano al quale sempre più Comuni spezzini affidano l’avvio della propria rivoluzione in materia di raccolta rifiuti.

La Spezia – Ieri pomeriggio al centro sociale di Via Feletta, a Ceparana, è stata presentata alla cittadinanza la raccolta differenziata porta a porta che partirà a giugno su tutto il territorio comunale di Bolano. Startupper del nuovo corso bolanese, il bresciano Stefano Ambrosini, ormai volto noto nella provincia spezzina perché scelto da tante amministrazioni comunali per fare da timoniere verso una raccolta rifiuti virtuosa e – puntando alla tariffazione puntuale – meritocratica. Follo, Brugnato, Lerici, Bolano, Riccò del Golfo, Beverino, Riomaggiore, Vernazza, Bonassola… è lungo l’elenco di Comuni ai quali Ambrosini, perito industriale classe 1982, ha fatto da padrino per la partenza del più efficiente dei porta a porta, con risultati già apprezzabili in diverse realtà.

“Tutto è cominciato nel 2009 – racconta Ambrosini, incrociato in Via Feletta -, quando ero assessore a Gardone Riviera. Ho studiato sistemi di raccolta sia italiani, come quello di Treviso, sia stranieri, guardando per esempio a Svezia e Stati Uniti. Non c’è niente da inventare. L’inizio di queste esperienze è una fase delicata, nel corso della quale è importante fornire spiegazioni esaustive e dettagliate e stimolare la partecipazione, anche promuovendo campagne di informazioni e sensibilizzazione a livello scolastico. I tanti incontri che abbiamo fatto sul territorio prima della partenza della raccolta, nei vari Comuni, hanno sempre richiamato moltissime persone”.

Insomma, l’ultima cosa da fare, è tenere un atteggiamento – e quindi una comunicazione – che guarda il cittadino dall’alto verso il basso. Lo testimonia anche il “tu” che Ambrosini dà a tutti nel corso degli incontri con la popolazione, utili a creare un rapporto franco e proficuo tra la gente e l’esperto. “L’importante – prosegue il guru del porta a porta – è porsi come una persona che tutela gli interessi del cittadino, non come un rappresentante del gestore. Gestore, cioè Acam, con il quale all’inizio è stato un po’ muro contro muro, ma poi il rapporto è diventato ottimo”.

No a ogni improduttivo verticismo anche per quanto concerne il rapporto con gli operatori che svolgono in prima persona il servizio. “Naturalmente ci deve essere un controllo serrato, in grado di rilevare se qualcuno non fa il proprio lavoro. Ma il rapporto che c’è con gli operatori è di continua comunicazione, come tra soci. Ci sentiamo costantemente su WhatsApp, un filo diretto che coinvolge anche sindaci e assessori, utile per scambiarsi segnalazioni ed evidenziare eventuali problemi”.

Ambrosini assicura di aver lasciato la strada della politica, lui che in un recente passato ha contribuito a organizzare scuole di politica, come la prestigiosa Florence International Autumn School. All’orizzonte c’è altro: aprire un’azienda – ramo rifiuti, ça va sans dire – negli Stati Uniti, in North Carolina, territorio con il quale il giovane bresciano ha già preso una certa confidenza e dove si è confrontato sia con democratici (attualmente è un postatore social abbastanza assiduo di materiale relativo alla campagna di Bernie Sanders), sia con repubblicani. Ad ogni modo, questo è il futuro. Il presente è dare una mano a tanti Comuni spezzini a mollare la preistoria della gestione dei rifiuti e approdare all’evo contemporaneo, anche per evitare le sanzioni che nei mesi prossimi cominceranno a colpire le realtà rimaste al palo.

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